Le politiche per il cambiamento

Oltre al tema generale, Terra Madre Salone del Gusto darà ampio spazio alle politiche del movimento Slow Food, con particolare riguardo per gli aspetti e ambiti d’azione espressi dalla dichiarazione di Chengdu – che ribadisce la necessità di battersi affinché a tutti sia garantito l’accesso al cibo buono, pulito, giusto e sano – e dalle sei mozioni approvate dall’ultimo Congresso internazionale dell’Associazione, che rappresentano gli orizzonti comuni e i fronti dell’impegno internazionale di Slow Food e sono il frutto di un grande lavoro collettivo.

La Dichiarazione di Chengdu evidenzia la necessità di battersi affinché a tutti sia garantito l’accesso al cibo buono, pulito, giusto e sano; parimenti, si evidenzia l’accesso alla conoscenza come un diritto comune e che i che i saperi tradizionali debbano avere la stessa dignità di quelli accademici; la rivendicazione di una dimensione globale strettamente connessa al rifiuto di qualunque «esclusione di carattere politico, economico e sociale che renda fuorilegge le persone che migrano in ragione di conflitti, violenze, discriminazioni, povertà, calamità naturali»; la salvaguardia dell’ambiente come principale priorità del nostro agire; la necessità di ribadire che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come esseri umani e come collettività; la volontà di affrontare a tutti i livelli l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità.

Ph. Oliver Migliore, Marco del Comune

Qui sintetizziamo i contenuti delle mozioni:

• “i cambiamenti climatici, le nostre scelte alimentari, l’agricoltura che vogliamo” parla dell’impegno ad avviare campagne di sensibilizzazione, informazione, educazione a ogni livello, che mirino a 
proseguire e rafforzare le azioni di promozione e tutela di tutte le forme di agricoltura praticate in armonia con l’ambiente, che preservino la biodiversità e le risorse naturali, e ristabiliscano il ruolo centrale degli agricoltori nel sistema agroalimentare.

• “l’Africa di Slow Food e Terra Madre” riconferma il lavoro di Slow Food nel continente africano, lavoro che si traduce in progetti concreti come gli orti in Africa, la mappatura della biodiversità, il sostegno concreto ai produttori di piccola scala e la creazione di una rete di giovani leader africani.

• “la biodiversità, i saperi, le comunità e le culture tradizionali che vogliamo difendere e sostenere”, pone l’accento su uno dei campi d’azione più connotanti del movimento Slow Food: la difesa della biodiversità, che si concretizza attraverso progetti come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food, i Mercati della Terra.

• “i saperi indigeni, alleati chiave per affrontare le sfide globali”, parte dal presupposto secondo cui i popoli indigeni siano i principali custodi dell’agrobiodiversità e si impegna per sviluppare progetti sul campo assieme a queste comunità e per aumentare le opportunità di partecipazione.

Ph. Oliver Migliore, Marco del Comune

• “la trasmissione di saperi, l’accesso alla conoscenza, l’Università diffusa”, prende coscienza del fatto che la distanza tra saperi tradizionali e scienza ufficiale è ancora grande e troppo spesso le conoscenze accumulate in secoli dalle comunità non trovano dignità e riconoscimento da parte delle istituzioni accademiche e che i saperi accademici ufficiali dovrebbero dialogare in maniera sempre più intima e costante con la sapienza contadina e artigiana, che rappresenta l’identità profonda di un territorio.

• “la plastica negli ecosistemi del pianeta: una minaccia per il nostro cibo e la nostra salute” prende le mosse dalla constatazione secondo cui nel 2050, continuando coi trend attuali, nei mari ci sarà più plastica che pesci e lancia una provocazione: dare un valore alla plastica, e a smettere di considerarla un prodotto di scarto, così da reintrodurre nel mercato e nel ciclo economico la nuova materia recuperata.

Work in progress! Qui trovi le prime anticipazioni sull’edizione 2018 di Terra Madre Salone del Gusto. Torna a trovarci a giugno per scoprire il programma completo degli eventi.