Biella: tra pascoli, monasteri, vigne e santuari

Chi ci segue con costanza probabilmente sa che noi di Terra Madre Salone del Gusto abbiamo programmato per i weekend dei racconti di itinerari piemontesi, ricalcati sui percorsi che l’operatore Tour DiVini propone dal 15 al 30 settembre, per completare l’esperienza di chi l’evento vuole viverlo anche fuori del Lingotto, scoprendo gli angoli più preziosi del Piemonte.

Dopo avervi portati nell’Alessandrino, Cristina, Martina e la condotta Slow Food locale propongono un altro viaggio, tra i monti della Provincia di Biella, quelli che diedero l’ultimo riparo all’eretico Dolcino e alla sua compagna Margherita e che tuttora sono sede di un magnifico santuario, Oropa, con annesso percorso sul Sacro Monte, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 2003 e al vicino cimitero monumentale, dove riposano le spoglie di Quintino Sella, tra gli altri.

Il burro a latte crudo dell’Alto Elvo, Presidio Slow Food. Ph. Valerie Ganio Vecchiolino.

È proprio dal santuario di Oropa che inizia la nostra visita, con la sua Madonna Nera e un’indimenticabile galleria di ex voto, segno della devozione per questa vergine delle Alpi. Ma oltre a questo santuario, famosissimo, ne scopriamo un altro, meno noto: il monastero Trappa di Sordevolo (a 1000 metri di quota), sconsacrato e oggi sede di produzione di un prodotto magnifico, Presidio Slow Food, il burro a latte crudo dell’Alto Elvo. Negli ultimi anni la produzione di burro nelle zone dell’alto Elvo si è ridotta moltissimo con la conseguente diminuzione anche della produzione di toma magra ma, grazie all’impegno di coloro che hanno mantenuto questa tradizione, alla recente rivalutazione del burro fatto con latte crudo e in alpeggio, la produzione è in ripresa. Il Presidio vuole valorizzare un prodotto dalle caratteristiche organolettiche straordinarie e tutelare un piccolo gruppo di pastori e casari attivi su queste montagne e riuniti nell’associazione Latte Vivo, con la speranza che il burro possa essere un punto di partenza per far conoscere e rilanciare l’intera attività casearia dell’Alto Elvo.

Il latte da cui ha origine è quello della pezzata rossa di Oropa, razza bovina dell’Arca del Gusto inserita nell’elenco Fao delle razze rare e presenti da secoli nella zona, adatta per la sua rusticità e frugalità agli ambienti difficili di queste zone. Le vacche, dal manto rosso-aranciato pascolano nei prati circostanti il monastero. È un panorama magnifico, oltreché un’esperienza gustativa indimenticabile.

Il macagn a latte crudo, Presidio Slow Food. Ph. Valerie Ganio Vecchiolino.

Ci si trasferisce poi a Candelo, presso il ricetto, struttura fortificata protetta all’interno di un paese dove si accumulavano i beni (foraggi, vini…) del signore locale o della popolazione e dove, occasionalmente, si ritirava la popolazione stessa in caso di attacchi dall’esterno. Quello di Candelo è uno degli esempi meglio conservati di questo tipo di struttura medievale presente in diverse località del Piemonte e in alcune zone dell’Europa centrale. La visita ci dà modo di scoprire le tecniche produttive e le proprietà organolettiche di un altro Presidio Slow Food, il macagn a latte crudo, prodotto tradizionale delle valli Cervo, Sessera e Sesia. La sua particolarità più importante è la produzione a ogni mungitura, metodo probabilmente nato dalle esigenze di sfruttare la naturale temperatura del latte appena munto (37°C). Proprio grazie al fatto di essere prodotto due volte al giorno, il Macagn ha una particolare fragranza: al naso si avvertono nettamente il pascolo e piacevoli sensazioni floreali.

Concludiamo il nostro percorso a Lessona, con visita alle storiche e rinomate tenute della famiglia Sella, terra di elezione del nobile nebbiolo che qui si esprime in tutta la sua delicatezza, finezza ed eleganza. A completare il panorama vitato troviamo Vespolina, Croatina ed Erbaluce, varietà tradizionali nel territorio biellese. Tenute Sella segue uno stile di vinificazione ispirato e guidato da un principio di classicità. La tradizione, mai fine a se stessa, permette ai vini di esprimersi con naturalezza, senza forzature enologiche.

Prima del rientro a Torino, concludiamo la nostra visita, con una merenda sinoira a base dei prodotti tipici della valle in una trattoria selezionata da Slow Food.

di Silvia Ceriani, s.ceriani@slowfood.it

Gli itinerari sono organizzati da Tour DiVini in collaborazione con la rete Slow Food. Il costo comprende gli spostamenti, le visite guidate, i pasti e le degustazioni. Le quote individuali partono da un costo di 130 euro per un numero di partecipanti dai 35 ai 40, e variano secondo gli itinerari e il numero di persone. Il costo comprende gli spostamenti, le visite guidate, i pasti e le degustazioni. Per prenotare la vostra esperienza e per informazioni più dettagliate su costi e orari, scrivete acristina.sorice@tourdivini.com. Se vuoi scoprire tutti gli itinerari, clicca qui.

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