Il cibo che mangiamo

«Una delle più grandi scoperte della mia generazione
è che un essere umano può cambiare la propria vita
semplicemente cambiando il proprio modo di pensare».
(William James)

Mutando di poco le parole di William James, possiamo dire che un essere umano può cambiare la propria vita semplicemente cambiando il proprio modo di mangiare. Terra Madre Salone del Gusto 2018 cercherà di parlare alla quotidianità delle persone, chiedendo loro di ragionare sul proprio modo di mangiare, di fare la spesa, di approcciare il cibo in generale, stimolando un cambiamento ampio e diffuso che vada nella direzione di una maggiore consapevolezza.

Ph. Oliver Migliore, Marco del Comune

Farlo è più che mai necessario, poiché il cibo che mangiamo ha impatti più o meno pesanti sul pianeta che abitiamo e sulle risorse naturali, sulla vita di chi lo produce, sulla nostra salute, sul benessere degli animali che alleviamo.

Prendiamo a esempio un tema che ci sta sempre più a cuore: il cambiamento climatico… A molti può apparire un qualcosa di astratto e molto lontano, rispetto al quale nessuno può fare nulla per invertire la rotta. Eppure, prestando attenzione a un qualcosa che invece ci è molto vicino, il cibo, possiamo in realtà determinare cambiamenti importanti.

Dal campo alla tavola, la produzione di cibo è responsabile di un quinto delle emissioni totali di gas serra. Ma ne è anche la prima vittima.

Siccità, desertificazione, alluvioni, innalzamento degli oceani e inquinamento dei mari mettono in pericolo la sicurezza alimentare di tutto il pianeta. A soffrirne di più sono oggi le nazioni e i popoli più deboli, ma gli effetti del clima che cambia si sentono ovunque: inverni miti alternati a primavere gelide, colture mediterranee che si spostano a Nord, pascoli sempre più magri ed eventi naturali violenti e imprevisti.

La buona notizia è che possiamo contribuire alla soluzione, modificando anche di poco le nostre abitudini alimentari. 

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