Idee per il cambiamento

Questa pagina contiene alcuni esempi e si arricchirà con il tempo, anche grazie alle idee e agli stimoli dei produttori, delle comunità del cibo e… tuoi, se lo vorrai. Intanto, ecco alcune idee per ridurre l’impatto della tua dieta.

Cambia, a partire da…

Una bistecca
I consumi di carne stanno raggiungendo livelli sempre più insostenibili e sono enormi i costi ambientali di una dieta così sbilanciata. Per produrre un chilo di carne di manzo con i sistemi di allevamento industriali mediamente si immettono nell’atmosfera 36,4 chili di CO2 (la filiera del bestiame produce il 18% dei gas serra responsabili del riscaldamento globale, una percentuale che supera quella del settore dei trasporti) e sono necessari circa 15.500 litri d’acqua e 7 chili di alimenti vegetali. Continuare a mangiare carne con i livelli di consumo a cui si è abituato l’Occidente – e a cui si stanno avvicinando i paesi emergenti – è insostenibile, anche perché ai consumi eccessivi è strettamente legata la sofferenza degli animali negli allevamenti intensivi.

Cosa puoi fare:
Consuma meno carne, di migliore qualità, proveniente da allevamenti attenti al benessere animale e alla qualità dell’alimentazione del bestiame. Privilegia le razze locali e i tagli meno noti, così eviterai che molta carne prodotta vada sprecata.

Un gamberetto
Ti sei mai chiesto da dove arrivano i gamberetti che hai nel piatto? Perlopiù provengono da zone tropicali, dove sono oggetto di pesca intensiva. Ma i loro stock sono ormai vicini al massimo limite di sfruttamento e le tecniche utilizzate per pescarli sono devastanti per l’ambiente. Meglio quelli di allevamento? No, perché, per allevarli, sono distrutte ogni anno ampie porzioni di foreste di mangrovia, con conseguenze gravissime per l’ambiente e per la sopravvivenza dei pescatori di piccola scala.

Cosa puoi fare:
Se proprio non vuoi rinunciare ai gamberetti, assicurati almeno che provengano da mari vicini. La scelta migliore, comunque, è ricordarsi delle alternative meno note ma ugualmente buone, come gli scampi, le cicale di mare e tanti altri crostacei.

Una banana
A livello mondiale, il commercio delle banane è in mano a cinque multinazionali che le coltivano su immensi latifondi, facendo uso di pesticidi, fertilizzanti chimici di sintesi e fungicidi, spesso sfruttando il lavoro degli agricoltori locali. La raccolta dei caschi di banane non è che l’inizio di un lungo viaggio – in nave, attraverso l’oceano – e poi su gomma – dai centri di stoccaggio, dove vengono fatte maturare, ai mercati. Il mercato è dominato da una sola varietà, la Cavendish, mentre moltissime altre sono perlopiù sconosciute.

Cosa puoi fare:
Fai uno sforzo in più: quando acquisti le banane, scegli quelle biologiche del commercio equo e solidale, che offrono maggiori garanzie di sostenibilità ambientale e sociale.

Una merendina e una bibita
Sei proprio sicuro che lo spuntino migliore sia composto da uno snack industriale e una bibita zuccherata? Forse perché non sai che le bibite industriali – zuccherate con lo sciroppo di mais (Hfcs) e piene di additivi e coloranti – sono una delle principali cause dell’obesità. E forse perché non sai che le merendine annoverano quasi tutte l’olio di palma fra i loro ingredienti. Per produrlo, ogni anno, sono abbattute ampie superfici di foresta pluviale.

Cosa puoi fare:
Aguzza l’ingegno, impiega un po’ di tempo e prova a sostituire a questa merenda prodotti più sani e più buoni: un succo biologico, una spremuta o un frullato fatti in casa. Pane, burro e marmellata. Una torta cucinata da te. Non ti viene l’acquolina?

La spazzatura
Se non fai attenzione, ogni volta che riempi il carrello della spesa contemporaneamente riempi il bidone della spazzatura. Non ci credi? Dove finiscono le bottiglie di plastica, gli imballaggi delle merendine, il cibo che hai comprato in eccesso o ancora quello che non hai neanche potuto acquistare – la mela maculata, la carota storta – perché al supermercato non c’è mai arrivato? I numeri dello spreco mondiale sono impressionanti: in Nord America e in Europa ognuno di noi spreca circa 280-300 chili di cibo all’anno. E, nel resto del mondo, milioni di persone soffrono la fame.

Cosa puoi fare:
Presta attenzione a quello che acquisti. Compra prodotti di stagione, privilegia quelli che non hanno percorso chilometri per arrivare in tavola e, se ti è possibile, acquista direttamente dal produttore. Re-impara a cucinare e a utilizzare gli avanzi, che possono diventare polpette, crocchette, timballi.

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