La nuova PAC deve guidare una vera transizione verso un sistema alimentare sostenibile

L’evento biennale Terra Madre si è collegato quest’anno alle Giornate Europee d’Azione. Il movimento si propone di fare pressione sui decisori e chiede una PAC migliore. Al forum Oltre la Pac: verso una Politica alimentare comune la società civile ha convenuto che la Nuova Politica Agricola Comune (PAC) ha bisogno di essere coraggiosa per superare i problemi che si presentano e per condurre con urgenza una transizione verso un sistema alimentare sostenibile.

La critica che spinge per la nuova PAC

Negli ultimi decenni, il numero di agricoltori e aziende agricole è diminuito drasticamente e l’enfasi sulla produttività ha portato a un declino della biodiversità. L’agricoltura intensiva e l’uso diffuso di prodotti chimici hanno avuto un impatto sulla fertilità del suolo e sull’ambiente. La PAC, introdotta nel 1962, doveva tener conto di una risposta ai cambiamenti.

Angelo Innamorati della Commissione Europea, DG Agricoltura e Sviluppo Rurale, che ha presentato al forum la nuova proposta della PAC per il periodo 2021 – 2027, ha affermato che l’attuale PAC deve essere modificata per diverse ragioni: Brexit, che porterebbe a una perdita di 12 miliardi di euro di contributi ogni anno, e le attuali politiche ecologiche o “verdi”, che sono state fortemente criticate dalle ONG ambientaliste perché non sufficientemente efficaci. Ha sottolineato che la stessa struttura di sostegno agli agricoltori rimarrà “senza sostegno agli agricoltori, le attività agricole non potranno continuare”.

La nuova PAC rimane limitata

La nuova riforma proposta quest’estate, tuttavia, ha suscitato un’ondata di critiche da parte della società civile. Slow Food ha individuato le principali aree di preoccupazione nella revisione della PAC, tra cui la decisione di delegare agli Stati membri la responsabilità di decidere sul futuro dell’agricoltura europea. Molti agricoltori hanno anche espresso preoccupazione per i tagli proposti nella nuova PAC.

Jacopo Goracci, coordinatore del Presidio Slow Food del Bovino della Maremmana, ha osservato che tutte le nuove libertà e flessibilità offerte a livello nazionale con la nuova PAC sono spaventose. “Non abbiamo certezze, non abbiamo obiettivi chiari, e questo è importante”. Goracci ha sottolineato che è necessario un modello di transizione, che fornisca agli agricoltori “non opzioni, ma piuttosto orientamento e garanzia”.

“Slow Food ha chiesto una PAC che integri efficacemente le altre politiche alimentari”, ha dichiarato Nino Pascale, Presidente di Slow Food Italia, aggiungendo che la nuova PAC rimane ancora scollegata da altre politiche. Pascale ha richiamato l’attenzione sull’importanza della tutela della biodiversità, che manca di approvazione e di un adeguato sostegno finanziario nella nuova PAC.

Nel frattempo, l’IPES-FOOD ha presentato al forum i suoi lavori per una politica alimentare comune (PCP) per l’UE. Ha organizzato laboratori politici, che hanno coinvolto diversi attori – società civile, gruppi di agricoltori, industria alimentare, scienziati e responsabili politici. “Volevamo discutere su come conciliare le politiche in diversi settori in modo da far emergere una nuova iniziativa politica”, ha sottolineato Nick Jacobs, coordinatore di IPES-Food. Il rapporto finale, che ha avuto origine dai laboratori politici locali e di Bruxelles, con sede a Bruxelles, conterrà raccomandazioni specifiche per una PCP e sarà pubblicato a novembre.

Elezioni del Parlamento europeo critiche per la nuova PAC

Un membro della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo Mauro Zullo ha espresso le sue preoccupazioni sulle prossime elezioni europee, che potrebbero avere tendenze nazionalistiche e prendere alcune politiche in una direzione diversa. “Nonostante il livello parlamentare europeo, non possiamo affrettarci ad ottenere risultati concreti, ed è probabile che il prossimo Parlamento, la prossima Commissione, il prossimo Consiglio andrà oltre quanto abbiamo discusso per la nuova PAC con questo mandato”.

Indre Anskaityte, Slow Food International

Tags:

Official Partner

Con il sostegno di

Con il contributo di