L’Università Diffusa per favorire il dialogo tra le conoscenze accademiche e i saperi tradizionali

A Terra Madre Salone del Gusto si gettano le basi  per il nuovo progetto promosso dall’Università di Pollenzo

A Torino, venerdì 21 e sabato 22 si riuniscono 500 accademici, ricercatori e formatori del settore alimentare di tutto il mondo per porre le basi dell’Università Diffusa, mettendo in condivisione le loro esperienze e le loro idee.

«L’idea dell’Università Diffusa è emersa come naturale sviluppo di Terra Madre e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, entrambe nate nel 2004 e oggi diventate realtà riconosciute a livello internazionale»  ha esordito Carlo Petrini, presidente di Slow Food lanciando uno dei progetti di più ampio respiro di questa dodicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto.

«Terra Madre – ha proseguito – è innanzitutto una rete presente in 160 Paesi con migliaia di delegati che in questo momento si stanno preparando a venire a Torino. In questi anni Slow Food si è concentrata sempre di più sulla valorizzazione dei prodotti che finalmente vengono riconosciuti come patrimonio universale e inestimabile. Molto lo dobbiamo all’idea dei Presìdi Slow Food: non solo abbiamo allargato le fila di chi difende l’agrobiodiversità, ma abbiamo anche trovato una via per rafforzare le economie locali e delle comunità. Perché una volta tutto questo veniva considerato come folklore, ma oggi tutti i sindaci, i produttori e gli artigiani sanno qual è il valore del prodotto che contraddistingue ogni singola città d’Italia. Anche nelle nostre valli ci sono tantissimi giovani, coscienti di ciò che hanno nelle mani e che stanno ricostruendo intere economie nelle zone marginali. Queste realtà sono veri centri di cultura: un casaro che sa produrre un ottimo formaggio merita lo stesso rispetto e attenzione di un accademico. Ma il dialogo ci può essere solo tra pari e per realizzarlo bisogna partire dalla convinzione che nessuno dei due ha la verità. I saperi tradizionali, inoltre, sono un soggetto fondamentale per dare le risposte al cambiamento climatico, che è causato da un sistema agroalimentare globale responsabile per il 21% delle emissioni clima alteranti. Pensate che l’intero sistema di trasporti incide per il 18 %.

Solo cambiando il nostro comportamento quotidiano possiamo offrire una soluzione per risolvere questo problema e rafforzando il dialogo tra saperi. È per questo che stiamo costruendo un terreno sul quale il percorso della rete di Terra Madre e quello dell’Università di Scienze Gastronomiche si possano finalmente integrare: è così che nasce l’Università Diffusa».

 

L’appuntamento di oggi completa il tour avviato lo scorso giugno e organizzato in collaborazione con Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e La Stampa: «A Terra Madre Salone del Gusto, il più grande evento della città di Torino, il progetto di Università Diffusa, che ha il sostegno della Fondazione CRT, mette in rete la forza delle comunità del cibo e i saperi collegati, che sono il vero motore del cambiamento del Paese e del mondo» così ha dichiarato il Presidente della Fondazione CRT e dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte Giovanni Quaglia.

«Con i colori, i sapori e i profumi di Terra Madre Salone del Gusto, Torino si appresta ad accogliere cittadini e visitatori che possono ancora una volta apprezzare il meglio della produzione agroalimentare mondiale, all’insegna della convivialità – sottolinea Alberto Sacco, assessore al Commercio e al Turismo del Comune di Torino –. La nostra è una città che si identifica con i valori del cibo buono, genuino e sostenibile. Non possiamo dimenticare che l’alimentazione è una dimensione centrale che riguarda ogni aspetto della vita oltre a essere cultura, divulgazione di modelli corretti sotto forma di conoscenza di principi nutritivi e di difesa dei prodotti e dei piatti della tradizione territoriale».

«La dodicesima edizione che torna al Lingotto e coinvolge anche punti centrali come piazza Castello e il rinato complesso Lavazza di Borgo Aurora – conclude Alberto Sacco – riscuote un successo incredibile dal punto di vista turistico in quanto mette il nostro distretto al centro dell’attenzione internazionale di pubblico, addetti ai lavori, media e opinion maker. Si tratta di un’occasione unica sia per intraprendere un concreto viaggio tra le culture del mondo all’insegna dei piaceri del palato, sia per scoprire il patrimonio artistico e storico del nostro capoluogo».

«A partire dal nostro piccolo Ateneo, siamo riusciti a generare processi virtuosi, soprattutto riguardo alla cosiddetta Terza Missione, cioè la capacità di incidere in modo positivo sulla vita dei cittadini e sul territorio. La nostra università si occupa di cibo a 360 gradi, ma non solo: ci proponiamo di realizzare la sostenibilità alimentare, ossia il diritto delle comunità a disegnare un sistema alimentare consono alle proprie esigenze. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo appurato che la strada classica dell’accademia non basta, perché genera processi verticali tra chi sa e chi non sa: noi invece daremo avvio a processi orizzontali. Nel mondo c’è un interesse sul cibo reale e diffuso che nasce dal basso e che determina il nostro benessere e la nostra felicità. Ma le università e i centri di formazione classici non sono più in grado di rispondere efficacemente a questa esigenza. La grande sfida è l’accesso alla conoscenza, la democratizzazione del sapere. Ecco perché noi crediamo che i saperi accademici debbano prestare attenzione ai saperi contadini. Infine, l’altro elemento che ci ha convinti a dare il via all’Università Diffusa è la necessità di nuove piattaforme: non possiamo studiare le comunità e dire loro quello che devono fare, ci vogliono piattaforme che consentano la condivisione e lo scambio orizzontale di esperienze. Noi dell’Università di Pollenzo ci poniamo come facilitatori per consentire l’accesso alla formazione in campo alimentare per tutti» ha sottolineato il Rettore del’Università di Scienze Gastronomiche, Andrea Pieroni.

 

Sabato 22 settembre l’assemblea plenaria conclude i lavori, con la presentazione da parte dei partecipanti e i delegati delle idee emerse e delle visioni da realizzare in futuro.

Qui puoi trovare in dettaglio il programma dei lavori dell’Università Diffusa.

 

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