Ospitalità è ricchezza – Storie di straordinaria quotidianità

Nuova puntata del progetto ospitalità a Terra Madre Salone del Gusto. Per raccontarvela, ci dirigiamo nella collina di Chieri, Pino Torinese e Pecetto Torinese, Città di Terra Madre dal 2016, quando hanno accolto la delegazione brasiliana.

La collina torinese si colora di verde e giallo per accogliere la delegazione brasiliana, che segna il battesimo dei comuni di Chieri, Pino Torinese e Pecetto Torinese come Città di Terra Madre.

Nel 2016 queste città aderiscono per la prima volta al progetto, confrontandosi con la necessità di comunicarlo ai cittadini e coinvolgere il più possibile la comunità. A quanto pare, è stato più difficile a dirsi che a farsi.

«È stato semplice come percorso» spiega Laura Oddenino, referente comunale del progetto. «La prima volta ci siamo agganciati al centro giovanile Patchanka perché pensavamo che quella dell’ospitalità fosse più una “cosa da giovani”. Quindi tramite Patchanka abbiamo contattato altre realtà giovanili quali Radio Ohm, spargendo la voce abbastanza casualmente e abbiamo visto che funzionava… Ci siamo incontrati una volta a giugno, ci siamo contati e abbiamo visto che avevamo raggiunto un bel numero».

Fondamentale è stata anche la sinergia tra i Comuni, i quali hanno unito le forze in uno spirito di collaborazione che ha caratterizzato e caratterizza tuttora l’adesione al progetto.

La comunicazione ha svolto un ruolo molto importante: quella tra le famiglie, che si scambiano informazioni pratiche utili e quella con il territorio, che ha avuto modo di rendersi conto che qualcosa si stava muovendo. Questo ha generato un impatto che si traduce in energia positiva per la comunità locale, già molto attiva socialmente e che non si è risparmiata nel dedicarsi a questa nuova esperienza.

La signora Boccaccio racconta di come sia stata una delle settimane più stancanti della sua vita, ma di quanto allo stesso tempo ne sia valsa la pena a livello umano, anche per i contatti mantenuti: «Ti senti parte di un qualcosa e ti dà una consapevolezza diversa di quello che è il vivere oggi, lo sfruttamento delle risorse… È questa la filosofia che deve passare e ne abbiamo discusso anche molto con loro e tra noi».

 

Un’energia e un entusiasmo che hanno trovato la loro espressione nella cena finale condivisa tra i Comuni e aperta al pubblico: momento coinvolgente all’insegna di danze, canti e cibo preparato da delegati e famiglie. E se la comunità di Pecetto può dire di aver ricavato da tutto questo dei rapporti duraturi, oltreoceano e non, anche i chieresi ne sono usciti arricchiti, come emerge dalle parole della signora Bertagna, la quale a proposito delle altre famiglie ospitanti dice: «Non ci siamo frequentati dopo con queste persone, non più di quanto facessimo prima, ma è piacevole e positivo che quando le incontri sia comunque qualcuno con cui hai condiviso un’esperienza».

Nel giugno scorso la Città di Chieri ha conferito la cittadinanza onoraria a Carlin Petrini, in un’ottica di comunione di intenti e rafforzamento del legame del territorio con Slow Food.

Siamo certi che questo mutuo sostegno possa portare buoni frutti, soprattutto per una realtà immersa nella natura come la zona della collina torinese. Per citare Giulia, ragazza che ha aderito con la sua famiglia al progetto di ospitalità nel 2016: «Si impara molto di più così! Dovrebbe essere obbligatorio per tutti quelli che hanno un letto libero».

 

È ancora possibile aderire al progetto ospitalità di Terra Madre Salone del Gusto. Per scoprire come fare, clicca qui.

 

di Ida Alfiero, i.alfiero@slowfood.it

 

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