“Siediti vicino a me”, il teatro incontra il mondo

Continua la rubrica sugli eventi “Terra Madre IN” che arricchiscono il programma di Terra Madre Salone del Gusto 2018 con le proposte provenienti da associazioni sul territorio grazie al bando “Io sono Terra madre”.

Oggi vi presentiamo un progetto speciale, un Festival che intreccia tematiche differenti e apparentemente lontane come le migrazioni, il teatro e il cibo. Il Festival delle Migrazioni – Siediti vicino a me contribuisce  ad approfondire e ad ampliare lo sguardo sui nostri stili di vita, sul valore del cibo come incontro, identità, convivialità.

Andiamo a conoscere gli ideatori dell’evento, con una chiacchierata con Gabriella Bordin di Almateatro e Beppe Rosso, di Acti Teatri indipendenti.

Raccontateci un po’ di voi…

Gabriella: Almateatro è un gruppo internazionale di donne nato nel 1993 a Torino, è uno spazio-laboratorio in cui, attraverso l’espressione teatrale, vogliamo mettere in relazione realtà culturali diverse e in continua evoluzione.

Beppe: Ho fondato l’Associazione culturale Acti Teatri Indipendenti nel 1997. Per me il teatro è uno strumento per indagare l’uomo e la società contemporanea, le rispettive complessità e contraddizioni.

Come è nata l’idea del Festival delle Migrazioni – Siediti vicino a me?

Gabriella: Negli ultimi due anni circa, le nostre compagnie teatrali e Tedacà, una compagnia artistica, di ricerca e sperimentazione attiva sul territorio, hanno iniziato a progettare insieme e creare un festival è stata la prima idea che abbiamo avuto. Un festival che, partendo dal tema della migrazione, parla di futuro, propone una narrazione diversa, forte, in grado di soverchiare lo stereotipo della paura e dell’invasione. Così ha iniziato a prendere forma il Festival delle Migrazioni – Siediti vicino a me, un invito a trovare uno spazio di incontro e di conoscenza per contrastare la paura e la xenofobia, un momento di arricchimento culturale per tutto il pubblico.

Beppe: L’abbiamo chiamato appunto “Siediti vicino a me” per far capire quanto questa semplice azione sia importante: il sedersi vicini, italiani e non, per vedere uno spettacolo, per assistere a un dibattito e insieme parlarne. Anche per considerare coloro che sono arrivati da altri paesi come soggetti attivi e non solo oggetti da studiare o da raccontare.

Attrici di Almateatro

Attrici di Almateatro all’evento di lancio di Terra Madre Salone del Gusto 2018

Com’è strutturato il programma di una giornata del Festival delle Migrazioni – Siediti vicino a me? Che ruolo ha il cibo?

Beppe: Saranno quattro giornate intense caratterizzate da spettacoli teatrali, incontri, dibattiti, presentazione di libri, momenti conviviali, concerti, attività sui temi della migrazione e del dialogo tra culture. 

Gabriella: Stiamo completando in questi giorni la rosa dei nomi di rilievo nazionale e internazionale per quanto riguarda gli spettacoli teatrali, i concerti e gli incontri con gli autori e le autrici. Fil rouge sono i temi della migrazione, della convivenza, dell’incontro. Il cibo rappresenta qui un veicolo di interazione con la società ospite, nel senso che, attraverso il suo consumo e la sua socializzazione si attivano la comunicazione e lo scambio, diviene un modo di “parlare di sé agli altri”.  Sarà interessante riuscire a suscitare la partecipazione attiva della popolazione italiana autoctona, delle persone di diverse provenienze da anni residenti e diventati cittadini Italiani, le seconde generazioni, le persone da poco arrivate nella nostra città che vivono nei centri di seconda accoglienza.

Chi sono le attrici/gli attori? Che storie hanno da raccontare?

Gli attori sono il fulcro dello spettacolo: in particolare le attrici di Almateatro, donne provenienti da Paesi diversi, calcano la scena con le loro pronunce imperfette e narrano sul palcoscenico in diverse lingue.

Far riflettere e incidere sulle abitudini alimentari delle persone è la sfida di Terra Madre Salone del Gusto 2018, così come provare ad abbattere muri e pregiudizi su chi viene da lontano è l’obiettivo del Festival. Quale ruolo ha la cultura nell’influire efficacemente sulla consapevolezza delle persone?

Beppe: In questo momento di forti e radicali cambiamenti, con le conseguenti crisi connesse, crediamo che la cultura possa aiutare a riflettere e offrire possibilità di nuovi sbocchi rispetto ai modelli di vita precedenti e ai nuovi che si dovranno obbligatoriamente costruire. La cultura del cibo in questo ambito è fondamentale e comunque fa parte di un più vasto movimento culturale. Importante è dare attenzione al gusto e ai sensi: la rieducazione sensoriale ci porta a capire anche un pensiero complesso e a riacquistare un proprio gusto per la felicità. Il cibo, la musica, il teatro possono fare molto in questo senso se concepiti come prodotti dell’artigianato umano per comunicare con l’alterità.

Gabriella: La cultura ha il ruolo di proporre un immaginario altro, di parlare con nuove parole, di opporre alla superficialità e alla semplificazione una profondità poetica e un pensiero complesso. Secondo noi, il palcoscenico è l’unico posto che permette di trasformare la diversità in arte, in bellezza e restituirla al territorio e alle persone. Ci pare che per mettere in pratica tutto ciò occorra, prima di tutto, considerare coloro che sono arrivati da altri paesi come soggetti attivi nella nostra società. Occorre lavorare, abitare, pensare insieme e mettersi in ascolto reciproco per trovare un nuovo alfabeto comune e per riuscire a parlare, ciascuno e ciascuna con la propria voce.

Un ultimo dettaglio, che riguarda la location del festival, esso stesso itinerante.

Il Festival si svolge in quattro giornate – dal 20 al 23 settembre – in luoghi diversi della città: all’interno dell’Arsenale della Pace – Sermig, alla Scuola Holden, al Cottolengo. Come evento collegato a Terra Madre, il Festival Siediti vicino a me si tiene simbolicamente nel quartiere di Porta Palazzo, nell’ex cimitero di San Pietro in vincoli, zona Teatro. La vicinanza tra le diverse location quindi permetterà al pubblico di spostarsi senza difficoltà da uno spazio all’altro e seguire nello stesso giorno più incontri. 

 

Il Festival delle Migrazioni – Siediti vicino a me è organizzato da Acti Teatri indipendenti, Almateatro, Tedacà e realizzato con il contributo della Regione Piemonte, della Fondazione Piemonte dal Vivo e della Compagnia di San Paolo presso gli spazi di San Pietro in Vincoli.

Il festival è a ingresso libero, ma gli spettacoli teatrali e i concerti sono su prenotazione e a pagamento al prezzo di 3 euro. Per maggiori informazioni e per il dettaglio degli eventi: info@teatriindipendenti.org.

Scopri qui tutti gli eventi Terra Madre IN

di Sara Prandi, s.prandi@slowfood.it

Tags:

Official Partner

Con il sostegno di

Con il contributo di