Sudest asiatico: una straordinaria varietà di profumi e di sapori

Dopo l’esplosione i gusti e i colori brasiliani (che puoi leggere qui), esploriamo in un nuovo viaggio virtuale l’ampia e lussureggiante regione del Sudest asiatico.

Agricoltori familiari, produttori, cuochi, attivisti dello Slow Food Youth Network e rappresentanti delle comunità indigene arrivano a settembre a Terra Madre Salone del Gusto per farci conoscere meglio le tradizioni e la cucina di questa area del mondo, ricca di profumi e aromi.

Apriamo il nostro viaggio scoprendo la straordinaria diversità gastronomica delle Filippine.

Per cinque giorni lo stand filippino al Mercato Internazionale (padiglione Oval) ospita i cibi e i sapori intensi di questa cucina, ancora poco conosciuta all’estero, che si pone come crocevia gastronomico tra Asia e Spagna, con influenze cinesi: ogni giorno una regione diversa dell’arcipelago filippino è protagonista e, durante i pasti, si possono assaggiare piatti regionali tradizionali che preparati con prodotti dell’Arca del Gusto. Al pomeriggio, l’appuntamento è con degustazioni di caffè e bevande analcoliche mentre ogni sera, all’orario dell’aperitivo, il barman Kalel Demetrio prepara deliziosi cocktail utilizzando i prodotti dell’Arca del Gusto. Conosciuto come “Liquido Maestro”, Kalel ha trascorso la maggior parte degli ultimi 10 anni dedicandosi alla ricerca e alla documentazione di prodotti e ingredienti regionali e rari e poco conosciuti, soprattutto nella mixology. Oggi il suo Fermentation Cocktail Bar è rinomato a livello internazionale e si è guadagnato l’interesse dei media specializzati e non solo.

I binulo na tinawon, gli involtini di riso in foglie di banano.

Sempre le Filippine sono protagoniste del Laboratorio del Gusto di sabato 22 settembre, nello spazio #foodforchange i Semi. Filippine: la patria del riso si focalizza su uno degli ingredienti principali nella cucina del paese, utilizzato per accompagnare ogni piatto e talvolta anche nei dolci tradizionali. Protagonisti di questo laboratorio sono due varietà di risi indigeni, entrambe segnalate sull’Arca del Gusto: il tinawon, coltivato sui caratteristici terrazzamenti irrigati tra i 500 e i 1200 metri sul livello del mare, e l’ominio, coltivato in diverse località montuose del nord. Li ritroviamo come protagonisti di due ricette tradizionali: il binulo na tinawon (involtini di riso in foglie di banano) e il suman, un dolce della tradizione realizzato con entrambe le varietà di riso, latte di cocco e vaniglia.

Cuochi e cucine

Il miele cingagoler di ape cerana, Presidio Slow Food.

All’evento partecipa anche lo chef indonesiano Charles Toto, fondatore della Papua Jungle Chef Community, una rete di appassionati che promuovono la vita sostenibile e la protezione ambientale attraverso la cucina locale. Allo chef il compito di presentare tre Presìdi indonesiani: il miele cingagoler delle ape cerana, le banane tradizionali di Yogyakarta e l’olio di noci Tengkawang.

Nella Cucina di Terra Madre ci sarà uno spazio dedicato ai caffè provenienti delle Filippine, dell’Indonesia e della Thailandia, mentre ai fornelli si alterneranno chef provenienti da Indonesia, Thailandia e Malesia.

Gli appuntamenti con i delegati del Sudest asiatico

Venerdì 21 settembre al forum di Terra Madre Produttori d’alta quota si parla delle politiche per tutelare chi sceglie di vivere in montagna e promuovere il lavoro delle nuove generazioni che investono sul proprio futuro in questi territori difficili. Questo evento rientra nel programma FAO Mountain Partnership, una piattaforma internazionale che favorisce lo sviluppo sostenibile delle aree montane e ne valorizza i prodotti. Durante il forum, un delegato del Sud-Est asiatico condividerà la sua esperienza di produttore di montagna con il pubblico.

Altri forum di Terra Madre che includono relatori provenienti da paesi dell’Asia meridionale sono:

L’olio di noci di Tengkawang, Presidio Slow Food.

I semi oleosi (20 settembre, spazio #foodforchange Semi), per andare alla scoperta di oli da semi particolari, di mandorle, pistacchi, nocciole, ma anche semi di girasole, lino, sesamo, zucca…

Giardini storici, giardini vivi (22 settembre, spazio #foodforchange Semi), che ci conduce all’interno del giardino dei banani (Presidio Slow Food) di Yogyakarta, in Indonesia, dove si preservano oltre 300 varietà tradizionali di banane.

Coltiviamo le città (22 settembre, spazio #foodforchange Semi), dove tra le altre saranno presentate esperienze di agricoltura urbana di questa parte del mondo.

Sapere di sale: storia della sapidità (23 settembre, spazio #foodforchange Cibo e salute) dedicato ai sali tradizionali di tutto il mondo.

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